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		<title>Facebook Sbarca a New York!! Tutti i Numeri!!!</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 13:49:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In quello che era uno delle più attese OPA della storia, Facebook ha finalmente fatto il suo esordio Venerdì 18/05 sul NASDAQ Stock Exchange di New York. Cominciando a essere scambiata alle 11:30 di New York, il prezzo delle azioni, a 42,05$, partiva con un rialzo dell&#8217;11% rispetto al prezzo OPA di FB. Dopo non molto il prezzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In quello che era uno delle più attese OPA della storia, Facebook ha finalmente fatto il suo esordio Venerdì 18/05 sul NASDAQ Stock Exchange di New York.</p>
<p>Cominciando a essere scambiata alle 11:30 di New York, il prezzo delle azioni, a 42,05$, partiva con un rialzo dell&#8217;11% rispetto al prezzo OPA di FB. Dopo non molto il prezzo si stava attestando attorno quota 38$ verso la conclusione della seduta.</p>
<p>Ma con quali credenziali si è presentata la piattaforma davanti alla SEC e al mercato?</p>
<p>Abbiamo selezionato i punti più salienti del <strong>prospetto S-1</strong> con il quale il social network ha riassunto lo stato del servizio, gli utenti attivi e così via, per avere una panoramica generale del peso di Facebook nel mondo.</p>
<p style="text-align: left;">I numeri del sito bianco e blu sono davvero impressionanti: 901 milioni di utenti attivi (cioè che hanno effettuato l’accesso alla piattaforma almeno una volta al mese), 125 miliardi di amicizie strette tra utenti, oltre 2 miliardi di “likes” ogni giorno e un successo nel mondo in costante crescita.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter" src="http://static.fanpage.it.s3.amazonaws.com/techfanpage/wp-content/uploads/2012/05/INFOGRAFICA-FACEBOOK_wp.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: left;">rielaborato testo, ma non la grafica, da<a href="http://tech.fanpage.it/facebook-a-wall-street-tutti-i-numeri-del-re-dei-social-network-infografica/"> tech.fanpage.it</a></p>
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		<title>Il Cloud Schooling: frontiera della scienza e punto importante del forum ADI</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:51:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per Cloud Computing, ovvero nuvola informatica, si intende lo sfruttamento di tutte le impalcature dell&#8217;infrastruttura web. L&#8217;idea non è recentissima, che già nel lontano 1960 uno dei padri fondatori dell&#8217;era digitale, John McCarthy, affermava che &#8220;la computazione elettronica sarà un giorno organizzata come un servizio e un bene pubblico&#8221;. Ma soltanto con il salto del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per Cloud Computing, ovvero nuvola informatica, si intende lo sfruttamento di tutte le impalcature dell&#8217;infrastruttura web. L&#8217;idea non è recentissima, che già nel lontano 1960 uno dei padri fondatori dell&#8217;era digitale, John McCarthy, affermava che &#8220;la computazione elettronica sarà un giorno organizzata come un servizio e un bene pubblico&#8221;. Ma soltanto con il salto del Web 2.0, ufficializzato da Tim O&#8217;Reilly nell&#8217;ormai lontano 2004, che scuoteva dalle fondamenta il tessuto esistente, si è iniziato a spingere verso una costruzione meno statica e più dinamica delle interconnessioni. Dal 2004 hanno rubato la scena Facebook, i Wiki, Flickr, YouTube, Google, Twitter, LinkedIn, Foursquare, Tumblr,  Myspace, per non parlare della vera e propria esplosione di spazi per forum, chat e blog che hanno dato uno stimolo alla comunicazione e all&#8217;interscambio delle idee che sta, e neanche troppo gradualmente, scardinando molti metodi tradizionali in favore di innovazioni più socialmente utili e efficaci.</p>
<p>Il gigante contemporaneo Google, che per ampiezza di interessi e profondità di investimenti ricorda i Rothschild e i Carnegie del secolo precedente, dopo continue introduzioni sul web, è ormai felicemente decollato verso l&#8217;impianto di auto che si guidano da sole. E insieme ad altri colossi, come Amazon e Virgin, si sta cimentando nella realizzazione di viaggi turistici siderali.</p>
<p>Ma oltre queste ambizioni degne dell&#8217;Orlando del Tasso, il Cloud Computing farebbe felice anche il Cuore del De Amicis: una delle aree più interessanti e importanti da innovare è sicuramente l&#8217;insegnamento e la Scuola. Come faceva notare anche <em>The Economist</em>, bisogna partire da un&#8217;osservazione di fatto: che mentre un uomo di un secolo fa avrebbe difficoltà nel districarsi nella vita quotidiana oramai ricca di oggetti e gesti inesistenti anche solo un lustro fa, un bambino invece non si troverebbe più di tanto spaesato in un&#8217;aula di inizio secolo venendo dalle classi di oggi: c&#8217;è sempre una lavagna, davanti la quale insegna un maestro e i bambini dirimpetto seduti ai banchi a prendere appunti. Unica (possibile) differenza è che i bambini magari, anziché scrivere su carta, battono su un PC. E, in quest&#8217;immagine, in cui nel passaggio da un vecchio strumento ad uno nuovo il bambino si adegua, si sottolineano tutte le potenzialità perdute dell&#8217;utilizzo dei computer e del Cloud, impossibili senza una più organica evoluzione.</p>
<p>Ed è per questo che Joseph Cohen, Dan Getelman, e Jim Grandpré hanno ottenuto 1 milione di dollari per avviare la loro Start-Up nell&#8217;industria dell&#8217;istruzione: una piattaforma di gestione  per corsi online  chiamata <a href="http://lore.com/">Coursekit</a>. Coursekit, oggi note come Lore,  è come Facebook ma adattato alle specifiche esigenze di un insegnamento in classe. Joseph Cohen dice di aver&#8221; voluto costruire una  rete social  in tutto il mondo accademico, dove tutti i corsi universitari sono messi on-line disponibili a tutti gli studenti, rivoluzionando così le dinamiche della classe oltre l’aula.&#8221;</p>
<p>In Italia, solo a Castelfranco Veneto è partita un&#8217;iniziativa legata a Lore. Ma negli USA tutte le più importanti università, da Harvard a Stanford, dalla Columbia al MIT, offrono corsi online, supporto online,  e molto altro ancora online. Un primo necessario passaggio è quindi quello di saltare sul web, e carpirne le tante opportunità.</p>
<p>Come ha detto il Prof. <a href="http://www.slideshare.net/mentelab">Pauletto</a> dell&#8217;Ipsia, “L&#8217;apprendimento può trarre giovamento dalla condivisione e dalla rielaborazione &#8216;orizzontale&#8217; dei contenuti tipica delle nuove frontiere del web, il WEB 2.0. Il centro della formazione deve essere il discente ( student-centered learning ) e non il formatore/docente o tutor. L&#8217;uso dei blog, wiki, videoblog, dei tag, dei feed RSS, di strumenti mash up, o tecnologie Ajax, Social Network, rappresentano i nuovi &#8220;libri&#8221;,matite, penne, righelli, compassi, forbici e colla della NetScuola.”</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.theage.com.au/ffximage/2007/06/18/Stratford_Public_School_wideweb__470x319,2.jpg" alt="" /></p>
<p>Come già si sta rendendo conto l&#8217;industria legata a queste innovazioni, sempre più interessata ormai allo sviluppo della domotica, sarà inevitabile ripensare l&#8217;intera architettura dell&#8217;insegnamento. Nell&#8217;ottocento la classe tipica aveva pochi alunni di tutte le età e costringeva molti a ripetere le stesse cose anno dopo anno  e altri a non imparare bene. Solo gradualmente nel novecento il concetto di scuola si è evoluto in senso di classe annua, con esami relativamente rigidi per un mondo relativamente rigido. Ma oggi, con immigrati reali e immigrati digitali, con il Cloud e l&#8217;uomo nello spazio è necessario ripensare alla struttura scolastica. Come ha detto J. Cohen,  &#8220;Le persone imparano meglio quando esaminano le cose insieme&#8221;. E se Coursekit mira a costruire una comunità online tra studenti e docenti interattiva e più social rispetto alla tradizionale lezione in aula, nel forum dell&#8217;Agenda Digitale Italiana l&#8217;idea di innovare la scuola è nella Top5 delle soluzioni più appetibili ai problemi più sentiti. E chissà. Magari l&#8217;Italia, avendo tanta strada da recuperare, potrebbe assistere a un leapfrogging che possa scuotere il mondo intero, come un secolo fa riuscì a farlo Maria Montessori.</p>
<p>di Giulio Tartaglia</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Alec Ross: “Le startup di chi ha 20 anni ci salveranno”</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 07:15:52 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ho appena compiuto quarant’anni ed è stato un compleanno interessante per chi, come me, ha l’incarico di Consigliere Speciale per l’Innovazione per il Segretario di Stato Hillary Clinton.</strong> Per un verso, nelle alte sfere del governo questo compleanno coincide con il raggiungimento dell’età adulta. L’immagine di un diplomatico di carriera o del ministro di un governo evoca il concetto di esperienza ed è in qualche modo legato ai capelli grigi. D’altro canto, a volte mi sento troppo vecchio per far parte dell’altra comunità, quella con cui passo una buona parte della mia vita professionale: gli innovatori e gli imprenditori che sono la forza propulsiva dell’economia del XXI secolo. Mi colpisce constatare quanto siano sempre più giovani questi nuovi capitani d’industria e quanto il loro lavoro appaia distante dalle attività dei funzionari governativi che risiedono nella capitali, dove il rafforzamento delle nostre economie è il più importante argomento di discussione.</p>
<p><strong>Trovandomi al punto d’intersezione tra gli alti funzionari governativi e gli imprenditori del XXI secolo penso che sia necessario avvicinare gli uni agli altri.</strong> È sempre più chiaro che se negli Stati Uniti e in Europa l’economia si riprenderà sarà grazie alla capacità dei nostri paesi di supportare e dare spazio all’innovazione. Appare evidente che l’innovazione può immettere nuova energia nella macchina dei nostri sistemi economici, e la maggior parte di quest’innovazione verrà dalle menti e dall’impegno di questi giovani uomini e donne tra i venti e i trent’anni.</p>
<p><strong>Esiste un precedente. Oggi in America il 40% per Prodotto Interno Lordo deriva da aziende che non esistevano prima del 1980.</strong> Sono dati statistici sorprendenti. Ciò significa che ogni anno nel mio paese quasi 6000 miliardi derivano da aziende che fino a poco tempo fa erano solo idee nella mente di qualche ambizioso imprenditore.</p>
<p><strong>Come è potuto accadere? Un primo fattore è rappresentato dall’enorme spostamento di potere reso possibile dalla tecnologia e in special modo da Internet.</strong> Competenze che un tempo erano appannaggio di potenti gerarchie come i governi o le grandi compagnie nel settore dei media sono ora a disposizione di singoli cittadini o di reti di cittadini. La tecnologia rende più facile creare un grande <em>business</em>, in fretta e senza il grande capitale iniziale che un tempo era necessario. Dieci anni fa l’utilizzo di un’applicazione base di Internet costava 100mila euro al mese. Oggi, attraverso il<em>cloud</em>, quella stessa applicazione costa 1000 euro.</p>
<p><strong>In secondo luogo, gli imprenditori che si collocano nella fascia d’età compresa tra venti e trent’anni sono la prima generazione digitale e globale insieme.</strong> Per loro il periodo di rapida globalizzazione vissuto negli Anni Settanta, Ottanta e Novanta è storia antica quanto un mondo senza Internet. Per questo, sono cresciuti con codici culturali diversi e con idee e approcci nuovi al mercato. I giovani che oggi creano aziende sono si sentono in modo intuitivo, a proprio agio con le nuove tecnologie, i mercati emergenti e con il sistema globalizzato in cui tutti ci troviamo ora a vivere. Hanno utilizzato queste conoscenze per creare modelli di <em>business</em> che si adattano facilmente a un mondo assai più interconnesso di quanto non fosse trent’anni fa.</p>
<p><strong>In America l’88% di piccoli e medi imprenditori sotto i quarant’anni utilizza i <em>social network</em> per il proprio<em> business</em>, contro il 66% di persone di quarant’anni o più.</strong>Usando questo tipo di tecnologie le giovani generazioni si trovano ad avere un vantaggio competitivo sulle loro controparti più adulte perché sono in grado di raggiungere una clientela più ampia. Possono connettersi con più persone più velocemente.</p>
<p>Se noi che facciamo parte dei governi saremo in grado di capire come creare un’economia prospera per il futuro ciò sarà in larga misura dovuto al fatto che avremo compreso e dato spazio agli impulsi imprenditoriali e innovativi di questi imprenditori emergenti.</p>
<p><strong>Questo vuol dire molte cose. Primo, che dobbiamo essere disposti ad accettare il profilo di rischio più alto che questa nuova forma d’imprenditoria comporta.</strong> Ciò significa non considerare il fallimento imprenditoriale come una disgrazia che rovina una persona e la sua reputazione. Una delle più importanti caratteristiche culturali della Silicon Valley, e una delle principali ragioni per cui tanta parte dell’innovazione mondiale continua ad arrivare da questa striscia di terra californiana lunga 90 chilometri, è proprio l’accettazione del rischio. Questo ha generato una florida attività di <em>venture capital</em> che riconosce che solo due o al massimo tre investimenti su dieci produrranno un ritorno di capitale, ma quei due o tre saranno così grandi da giustificare il rischio. E se sostenere che investire sui neolaureati può essere una bella teoria, sappiamo nella pratica che questo significa andare inevitabilmente incontro a qualche fallimento.</p>
<p><strong>Questo atteggiamento implica l’accettazione che i giovani hanno il diritto a sedersi al tavolo della discussione ricoprendo un ruolo determinante.</strong> Coloro che occupano importanti posizioni governative o nelle elite del mondo del business devono cominciare a considerare seriamente le prospettive dei ventenni e dei trentenni che troppo spesso vengono ignorate. Dovremmo trarre beneficio dalla loro visione del mondo perché questi giovani sono una generazione globale e digitale allo stesso tempo. Dovremmo farli entrare nella discussione e nelle decisioni politiche dalle quali sarebbero di norma esclusi.</p>
<p><strong>Infine, per favorire la crescita dobbiamo guardare alle nuove attività industriali che si svilupperanno nel futuro.</strong> Così come negli ultimi anni l’industria informatica ha sostenuto l’innovazione, in futuro si consolideranno nuove aree industriali di grande impatto economico come le nanotecnologie, la robotica, le biotecnologie, le tecnologie verdi e la scienza del genoma.</p>
<p>Nel mondo economico di oggi dobbiamo aggiornare le osservazione di Charles Darwin ed ammettere che non è il più forte della specie a sopravvivere, ma colui che più si adatta al cambiamento. Al <em>Digital Economy Forum</em>, organizzato a Venezia il 10 e l’11 maggio dall’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, spero di incontrare la nuova generazione di innovatori in Italia.</p>
<p>Washington DC, 8 maggio 2012<br />
<em>ALEC ROSS da<a href="http://www.chefuturo.it/2012/05/alec-ross-le-startup-di-chi-ha-20-anni-ci-salveranno/"> chefuturo.it</a></em></p>
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		<title>Startup Weekend a Napoli dall&#8217;11 al 13 Maggio</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 07:35:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dall’11 al 13 Maggio 2012, presso Villa Savonarola a Portici, si svolgerà  la nuova edizione di Startup Weekend che sarà focalizzata sulla creazione d’impresa sociale, spaziando dalla presentazione delle idee di business sociali tese alla soddisfazione dei bisogni sociali non ancora affrontati in modo soddisfacente, al confronto con gli investitori sociali e agli speech di esperti del settore. Sarà il primo “Social [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://naples.startupweekend.org/">Dall’11 al 13 Maggio 2012, presso Villa Savonarola a Portici, si svolgerà  la nuova edizione di Startup Weekend </a>che sarà focalizzata sulla creazione d’impresa sociale, spaziando dalla presentazione delle idee di business sociali tese alla soddisfazione dei bisogni sociali non ancora affrontati in modo soddisfacente, al confronto con gli investitori sociali e agli <em>speech</em> di esperti del settore.</p>
<p>Sarà il primo “Social Startup Weekend” realizzato in Italia, il secondo in Europa <a href="http://paris.startupweekend.org/2011/09/21/startup-weekend-paris-edition-social-business/">dopo quello di Parigi lo scorso novembre</a>, e si rivolgerà a tutti coloro che fanno dell’innovazione sociale la propria passione e che vogliono essere protagonisti del cambiamento sociale.</p>
<p><a href="http://startupweekend.org/">Startup Weekend</a> è una rete globale di dirigenti appassionati e imprenditori accomunati dal proposito di ispirare, educare e responsabilizzare gli individui, gruppi e comunità, in nome della condivisione di idee, del networking e dell’operatività.</p>
<p>La scelta della città di Napoli non è  casuale. Marco Traversi, organizzatore dell’iniziativa, presidente di I-Sin afferma: «La stessa formula è già stata usata in 207 eventi tra 120 città e 35 paesi, ma la vera novità è il focus su sociale. Napoli è considerata un laboratorio dove sperimentare metodologie innovative in questo campo e poi, nonostante tutta una serie di problematiche, al mondo siamo accreditati come un popolo dotato di grande creatività. Napoli può essere il punto di partenza per lo sviluppo di modelli innovativi che trovano il loro vero successo quando riescono ad essere replicabili in ogni altro luogo del pianeta».</p>
<p>Oltre agli innovatori sociali, importanti sono le figure dei <em>coaches, speakers e judges</em>. I <em>coaches</em> sono i tutor, la linfa vitale dell’evento. Consigliano e supervisionano i team, condividono <em>know-how</em> e conoscenze. Gli <em>speakers</em> danno visibilià all’evento, forniscono ai team buone pratiche, stimolano i gruppi di lavoro. I <em>judges</em> invece sono coloro che valutano le presentazioni finali dei progetti. Forniscono ulteriori, preziosi feedback al team. Spesso sono degli investitori, il che rappresenta una significativa opportunità per tutte le squadre alla ricerca di finanziamenti.Oltre ai partecipanti (anche noti come <em>Weekend Warriors</em>), l’evento attira esperti del settore, partecipanti al dibattito, tutor, vari sponsor e rappresentanti aziendali.</p>
<p>Negli ultimi 3 anni Startup Weekend è diventata un’organizzazione con una presenza globale, ha sviluppato una partnership con la <a href="http://www.kauffman.org/">Kauffman Foundation</a>, una tra le più importanti fondazioni per l’imprenditorialità nel mondo. Marco Traversi spiega che «I progetti devono avere un obiettivo sociale, il profitto non deve essere il fine principale e poi anche tutta la modalità operativa di lavoro in questi tre giorni è improntata sulla condivisione». Una maratona creativa di 54 ore il cui motto è “No Talk, All Action”, che coinvolge sviluppatori, business manager, appassionati di start up, guru del marketing, grafici e studiosi, formano delle squadre, al lavoro per sviluppare un progetto fattibile entro la conclusione del weekend.</p>
<p>Il programma è il seguente:</p>
<p><strong>Venerdì 11 Maggio</strong>:<br />
arrivo dei partecipanti, sia singoli individui che team già composti, tutti coloro che hanno un idea di business da sviluppare avranno la possibilità di presentarla attraverso un pitch (3-4 minuti). L’obiettivo di questo primo momento è coinvolgere i presenti, presentare le idee e formare dei team in base all’esposizione delle idee progettuali presentate, dopo una prima selezione.</p>
<p><strong>Sabato 12 Maggio:</strong><br />
le squadre di lavoro, ormai costituite, procederanno nella redazione dei business plan, supportati da ospiti speciali (Sponsor, Venture Capitalist, Business Agents, esperti) che consentiranno un confronto diretto con le esigenze e le tendenze del mercato, in modo da percorrere la strategia più calzante per ciascuno dei progetti. In questa giornata i prototipi di base delle idee cominciano a prendere forma. Si lavora tutto il giorno (pranzo e cena inclusi) e si chiude attorno alle 21.00.</p>
<p><strong>Domenica 13 Maggio:</strong><br />
una seconda giornata di lavoro intenso che si concluderà con le presentazioni dei progetti da parte di ogni team, sempre attraverso dei brevi pitch (6-8 minuti). Una giuria di esperti esprimerà il proprio parere rispetto alla validità delle idee e alla forza innovativa dei prototipi presentati e decreterà il progetto migliore che sarà promosso attraverso wrap up e mediante lo scambio di contatti per favorire le neonate collaborazioni.</p>
<p><a href="http://naples.startupweekend.org/tickets/">Iscrizioni qui </a></p>
<p><strong>Giusy De Angelis da <a href="http://www.larosanera.it/social-startup-weekend-a-napoli-la-prima-edizione-in-italia">La Rosa Nera</a></strong></p>
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		<title>Come Superare il Digital Divide</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 08:57:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Verso la fine della prima decade del millennio la Commissione Europea, prendendo atto di una serie di dati preoccupanti relativi all’arretratezza nella digitalizzazione del continente ha dato vita al  programma, European Digital Agenda, che, dal 2010 al 2020, dovrebbe conseguire una serie non facile di risultati, anche perché, sono i singoli stati a dover realizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Verso la fine della prima decade del millennio la Commissione Europea, prendendo atto di una serie di dati preoccupanti relativi all’arretratezza nella digitalizzazione del continente ha dato vita al  programma, European Digital Agenda, che, dal 2010 al 2020, dovrebbe conseguire una serie non facile di risultati, anche perché, sono i singoli stati a dover realizzare gli obiettivi nei loro ambiti nazionali. Il punto della situazione in Italia, è stato fatto nel corso del Forum dell’Agenda Digitale Italiana (ADI).</p>
<p>L’ADI ha prefissato sei obiettivi: migliorare la sicurezza informatica, implementare la capacità di e-commerce, sviluppare l’e-government e l’open data, migliorare l’alfabetizzazione informatica, sviluppare la ricerca e l’innovazione, e fare leva sulle smart communities.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://giornalaio.files.wordpress.com/2011/09/e-intesity-index-internet-confronto-paesi.jpg?w=500" alt="" /></p>
<p>Nonostante la documentazione sul web sia copiosa, il Forum che si è tenuto a Roma  ha sottolineato alcune caratteristiche meno ovvie e altre realtà seriamente preoccupanti. Stefano Parisi, Presidente di Confindustria Digitale, motore dell’ADI in Italia, ha presentato la situazione attuale: sono 120 mila le imprese italiane impegnate nel settore dell’Information Communication Technology (ICT), con 670 mila addetti che generano un valore aggiunto di 45 miliardi l’anno su un fatturato di oltre i 120 miliardi. Gli effetti sul PIL sono impressionanti: i 45 miliardi di valore aggiunto, per effetto del moltiplicatore sull’economia <strong>generale implicano un’attività di oltre 90 miliardi, che quantificati segnano un aumento di produttività del 5%-10% per lavorator</strong>e. E questo aumento di produttività a costo zero non è una questione secondaria: dal 1998 al 2008, mentre il costo del lavoro diminuiva in Germania e aumentava in Francia del 15%, in Italia lo scarso miglioramento (per non dire vero e proprio peggioramento) della produttività pro capite ha fatto schizzare il costo del lavoro del 23%.</p>
<p>Oltretutto, il processo di  digitalizzazione avrebbe positive ripercussioni soprattutto sulla Pubblica Amministrazione: progetti pilota della Regione Lombardia, come sottolineato dall’Assessore alla Digitalizzazione perla Regione, Carlo Maccari, hanno generato un risparmio di 43 miliardi di euro, aumentando le entrate di ben 13 miliardi, e riducendo il peso a famiglia di una media di 2000 euro annui. Non pochi, considerando che sono più o meno tanti quanti i rincari causati dall’aumento del costo della benzina e delle bollette. In altre parole, se l’Italia avesse intrapreso un programma di digitalizzazione serio già da un decennio, come hanno fatto paesi più progrediti come il Regno Unito ela Germania, avremmo oggi una spesa pubblica complessiva che, a parità di risultati, graverebbe considerevolmente meno, tanto da mitigare quasi in toto gli effetti dell’austerità imposta sinora.</p>
<p>Purtroppo, però, i dati sulla situazione attuale sono drammatici: a fronte di una spesa sull’ICT del 3% tra il 2005 e il 2010 negli USA e del 2% in Francia, l’Italia ha ridotto la spesa del 1%. E ancora: gli italiani sembrano rifiutare internet, perché mentrela Germaniavede il 97% dei giovani tra i 16 e i 24 anni navigare su internet ela Spagnail 92%, l’Italia si arresta all’81%, 10 punti percentuali secchi in meno rispetto alla media UE27. La fascia di età più grande, compresa tra i 55 e i 74 anni, mostra una situazione ancora più negativa: il 49% in Germania, il 40% in Europa e il 22% in Italia. Una negatività  insita nella quasi totale assenza dell’utilizzo della forma più progredita di comunicazione dati sia nelle pubbliche amministrazioni, sia nelle piccole e medie imprese (che hanno più volontà ma meno capacità infrastrutturale).</p>
<p>Questo è  il punto focale. Come ha sottolineato Parisi, i giovani, nativi digitali, hanno già un bagaglio più che sufficiente di competenze, ma, non trovando spazio in Italia vengono spinti verso l’estero.  Sono i dirigenti, soprattutto nella Pubblica Amministrazione, che hanno bisogno di imparare e che devono essere assistiti: l’unica via, secondo Confindustria Digitale, è  quella di mettere esclusivamente on-line alcuni necessari passaggi burocratici di ordinaria amministrazione. Il  Vice-Presidente della Commissione Europea, Neely Kroes, ha comunque elogiato i passi in avanti che sono stati compiuti, soprattutto nell’ambito della realizzazione delle smart cities (città intelligenti). Ma la strada è ancora lunga e non è facile vincere sulla  burocrazia cartacea, sui passaggi opachi e le difficoltà procedurali. Non si dovrebbe aver paura di una realtà che, ovunque ha preso piede, ha migliorato la produttività privata, snellito la pubblica amministrazione, resa più trasparente l’opera di governo, e seriamente limitato le infiltrazioni macrocriminali. Probabilmente, però, la digitalizzazione dovrà ancora aspettare in Italia, ma non dimentichiamo che il tempo è una risorsa limitata.</p>
<p>di Giulio Tartaglia da La Voce Repubblicana</p>
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		<title>STARTUPPIAMO: I primi incontri tra giovani imprenditori in vista dell&#8217;apertura dell&#8217;incubatore targato Luiss!!!!</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 15:16:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cari startuppari e amici, ci siamo quasi!!! La Luiss è finalmente pronta ad ospitare i propri studenti dentro il nuovo incubatore, all&#8217;interno del quale sarà possibile partorire idee e trasformarle in imprese. &#8220;L&#8217;incubatore servira&#8217; a studenti e laureati per facilitare il loro inserimento nel mondo del lavoro, partendo da una formazione che vuole essere non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari startuppari e amici,</p>
<p>ci siamo quasi!!! La Luiss è finalmente pronta ad ospitare i propri studenti dentro il nuovo incubatore, all&#8217;interno del quale sarà possibile partorire idee e trasformarle in imprese. &#8220;L&#8217;incubatore servira&#8217; a studenti e laureati per facilitare il loro inserimento nel mondo del lavoro, partendo da una formazione che vuole essere non solo teorica ma anche pratica&#8221; dice il direttore generale Pierluigi Celli, che, accogliendo le richieste di molti studenti, ha dato il via all&#8217;individuazione dei locali adatti dove creare l&#8217;ecosistema imprenditoriale di cui il nostro paese ha tanto bisogno. Questa bella notizia ha galvanizzato molti studenti (soprattutto noi di EMDEA) che adesso vedono davanti ai propri occhi non solo un Università che li mette in contatto con grandi aziende già affermate, ma che insegna loro come fare gli imprenditori, creare aziende partendo da zero, cercare capitali e aprirsi ai mercati esteri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ed ecco che, quindi, si è dato il via ai primi incontri, dove gli studenti Luiss avranno l&#8217;opportunità di presentare le loro<strong> idee</strong> di fronte alla platea di investitori, consulenti, imprenditori, studenti etc..  cosi da poter prendere i primi contatti e testare le loro competenze sul campo di battaglia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>DI SEGUITO VIENE RIPORTATO IL COMUNICATO UFFICIALE DELL&#8217;EVENTO E IL <a href="http://www.eventbrite.com/event/2785578741/esearch?srnk=1">LINK EVENTBRITE</a> TRAMITE IL QUALE SI PUO&#8217; EFFETTUARE LA REGISTRAZIONE.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giovedì 12 Aprile dalle ore 18.00 alle ore 20.30</strong></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;">presso la <strong>sede della Luiss, viale Romania 32 &#8211; Roma 00197</strong> (aula Toti), ti invitiamo all&#8217;evento&#8230;.</span></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #3366ff; font-family: Arial, sans-serif; font-size: xx-large;"><strong>STARTUPPIAMO ?</strong></span></p>
<p>E&#8217; un nuovo evento di business networking nel quale vogliamo far incontrare i founder di start up con / imprenditori / investitori / rappresentati di corporation / consulenti / studenti etc etc al fine di creare tutte le necessarie relazioni per facilitare la crescita delle start up.</p>
<p>L&#8217;evento è strutturato con l&#8217;introduzione di un honor guest e successivamente con il pitch di 6 start up. Le start up potranno pitchare per 5 minuti, seguita da una sessione di Q&amp;A di 7 minuti.</p>
<p>Se sei una startup interessata a pitchare, mandaci una breve presentazione a  info@emdeaconsulting.com</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>EMPOWERING IDEAS AS USUAL!!!!!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Intervista alla Commissaria Europea sull&#8217;Agenda Digitale Italiana</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 09:53:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Neelie Kroes apprezza l’impegno del governo Monti ma invita l’Italia a fare di più nell’egovernment, nei servizi pubblici online e a usare meglio, e da subito, i fondi strutturali. È il punto centrale di un’ampia intervista in cui la vicepresidente della Commissione europea e commissaria per l’Agenda Digitale &#8211; che il 3 aprile sarà a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Neelie Kroes apprezza l’impegno del governo Monti ma invita l’Italia a fare di più nell’egovernment, nei servizi pubblici online e a usare meglio, e da subito, i fondi strutturali. È il punto centrale di un’ampia intervista in cui la vicepresidente della Commissione europea e commissaria per l’Agenda Digitale &#8211; che il 3 aprile sarà a Roma e l’11 parteciperà al Forum di Confindustria Digitale con i ministri Passera e Profumo &#8211; affronta tutte le questioni aperte, comprese le polemiche sulle nuove regole per la concorrenza.</p>
<p><strong>A suo giudizio come si sta muovendo il governo Monti sull’Agenda Digitale?</strong><br />
«Intanto apprezzo l’alta considerazione che il governo italiano dimostra di avere verso questo programma europeo, di cui valuta il potenziale per l’economia e la società. Conoscendo le qualità del vostro premier, non ne sono sorpresa. Le azioni previste da Roma vanno tutte nella direzione giusta: dalle infrastrutture all’ecommerce, dall’egovernment all’alfabetizzazione, dalla ricerca alle smart city».</p>
<p><strong>È importante, quest’ultimo punto?</strong><br />
«Decisamente sì. Il fatto che stia investendo fortemente nelle &#8220;città intelligenti&#8221; &#8211; pianificando 260 milioni di euro per il Sud e 700 per il Centro Nord d’Italia &#8211; dimostra che il governo vede questo campo d’azione come una misura chiave per la crescita».</p>
<p><strong>Gli obiettivi dell’Agenda sono banda larga per tutti entro il 2013 e connessione generalizzata in banda ultralarga, cioè 50-100 Megabit, entro il 2020. Lei pensa che l’Italia sarà in grado di raggiungerli?</strong><br />
«L’Italia ha firmato un impegno europeo e ci si aspetta che dia un contributo importante. Un modo per arrivarci sarebbe quello di fare pieno uso, da subito, dei fondi strutturali europei».</p>
<p><strong>Con quali obiettivi?</strong><br />
«L’Italia dovrebbe cogliere questa opportunità per fare un cambio di passo nella qualità della propria infrastruttura e per migliorare l’ampiezza di banda. Gli italiani sono tra gli utenti più appassionati di Internet mobile, ma le connessioni veloci mancano a un gran numero di piccole e medie aziende, specialmente nel design, nel turismo e in altri settori chiave dell’economia italiana».</p>
<p><strong>In quali campi si può fare meglio?</strong><br />
«Nell’egovernment. Malgrado i miglioramenti realizzati negli ultimi anni sia nella disponibilità che nella qualità, l’uso dei servizi pubblici online da parte degli italiani rimane il più basso nell’Europa a 27 (22% contro una media del 41%). Questo probabilmente è legato al fatto che l’Italia è agli ultimi posti nell’uso di Internet: l’anno scorso solo il 57% degli italiani ha usato il web contro il 71% dei cittadini europei».</p>
<p><strong>Il suo suggerimento?</strong><br />
«Direi che per raggiungere gli obiettivi di egovernment dell’Agenda , l’Italia deve realizzare politiche sia per promuovere l’alfabetizzazione digitale che per diffondere servizi pubblici online molto più facili da usare».</p>
<p><strong>Da un punto di vista infrastrutturale, lei ha detto che gli obiettivi europei possono essere perseguiti non necessariamente attraverso un’unica tecnologia ma con un mix di soluzioni: fibra ottica, banda larga mobile (Lte) e Fttc (parte fibra, parte rame). È così?</strong><br />
«Sì».</p>
<p><strong>Perché allora le reti in rame dovrebbero essere penalizzate a livello regolatorio mediante la riduzione dei prezzi di accesso all’ingrosso, con l’obiettivo di aumentare gli investimenti in fibra, così come ipotizzato in una bozza di Raccomandazione del novembre scorso?</strong><br />
«Voglio essere molto chiara: non c’è alcuna bozza di Raccomandazione sul tavolo. A ottobre abbiamo semplicemente aperto una consultazione pubblica per esplorare le più appropriate e trasparenti metodologie di costo per le tecnologie chiave in rame e in fibra, tenendo conto delle condizioni competitive dei vari mercati. Posso assicurare che non vogliamo penalizzare nessuno».</p>
<p><strong>Ci sarà comunque una vostra Raccomandazione?</strong><br />
«Sì, ma ci stiamo ancora lavorando. Quando sarà pronta la indirizzeremo alle autorità nazionali. Il nostro intento è di salvaguardare la concorrenza e stimolare gli investimenti nella rete di nuova generazione: da parte sia degli incumbent (gli ex monopolisti, <em>ndr</em>) che degli operatori alternativi».</p>
<p><strong>In che modo?</strong><br />
«Vogliamo incoraggiare la realizzazione della nuova infrastruttura ma non a detrimento di un’efficace competizione tra piattaforme. La metodologia di costo che la Commissione alla fine raccomanderà dovrà creare i giusti incentivi perché le aziende siano efficienti, investano e adottino le migliori soluzioni tecnologiche per soddisfare la domanda crescente di connessioni veloci, usando la fibra ottica e le altre tecnologie».</p>
<p><strong>Nel corso nel 2011 però l’evoluzione tecnologica ha fatto cambiare idea a molti. Solo un anno fa si pensava che l’unico modo per soddisfare questa domanda, e raggiungere gli obiettivi dell’Agenda, fosse la fibra. Poi sono arrivati nuovi sistemi come il <em>vectoring</em> e si è capito che è possibile dare i 100 Megabit anche con il rame «potenziato». Quali sono le conseguenze regolatorie di questi cambiamenti?</strong><br />
«I cambiamenti sottolineano la necessità di un approccio regolatorio neutrale, che non parteggi per l’una o l’altra soluzione. D’altronde una formula magica per raggiungere in una notte i nostri obiettivi non c’è. Dovremo usare un mix di tecnologie: fibra ottica, banda ultralarga mobile, cavo potenziato. Tutte hanno una parte da giocare».</p>
<p><strong>Non tutte però possono darci, oggi, i 100 Megabit agognati&#8230;</strong><br />
«No, certo, ma possono farci fare un passo avanti verso il nostro obiettivo. E, più importante ancora, dare ai consumatori un assaggio dei benefici che si possono ottenere da una rete di telecomunicazioni veramente veloce, stimolando il mercato dei contenuti e il circolo virtuoso di domanda e offerta».</p>
<p><strong>I giornali hanno scritto dei sospetti di «collusione» da parte dell’Ue verso gli ex monopolisti europei che fanno parte del gruppo degli E5. Che cosa commenta?</strong><br />
«La Commissione ha soltanto chiesto informazioni sulla standardizzazione dei futuri servizi. Lo confermo: noi abbiamo bisogno di più standard europei per aumentare gli investimenti, l’innovazione e il completamento di un mercato digitale unico. Se l’industria si incontra per questi obiettivi non c’è niente di male. Naturalmente i risultati di queste discussioni devono essere aperti. Il mio collega Joaquin Almunia ha dunque il diritto di verificare che le cose stiano andando in questo modo».</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Nei giorni scorsi in Italia ha suscitato polemiche un emendamento approvato dalla Camera, poi modificato dal governo, e da oggi in discussione al Senato, in cui si cambia, a vantaggio dei concorrenti di Telecom Italia, il sistema di <em>unbundling</em>, cioè l’affitto disaggregato all’ingrosso delle linee telefoniche tra la centrale e l’utente. Qual è la sua posizione?</strong><br />
«Lo stiamo monitorando e continueremo a monitorarlo. Pur apprezzando, in linea di principio, l’ispirazione pro-concorrenza che lo sottende, dobbiamo assicurarci che le nuove regole siano conformi con quelle europee, in particolare per quanto riguarda i poteri dell’Agcom. Se il testo finale non dovesse essere in linea con la legge europea, la Commissione non esiterebbe a usare i suoi poteri e, ove necessario, ad aprire una procedura d’infrazione».<em><br />
</em><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>La Lady di Silicio</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong>Neelie Kroes, dal 2010 vicepresidente della Commissione europea e commissaria per l’Agenda Digitale, è ministro d’Europa da otto anni. Olandese di Rotterdam, settantadue anni, laureata in economia all’Erasmus University, una lunga esperienza tra politica e business, è stata, dal 2004 al 2009, commissaria alla Concorrenza dopo Mario Monti. La nomina suscitò polemiche per la sua attività in molti consigli di amministrazione tra cui Lucent Technologies (oggi Alcatel Lucent), Volvo e P&amp;ONedlloyd. Energica ed elegante, impegnata nel Nelson Mandela Children’s Fund, ha iniziato la carriera politica nel consiglio comunale di Rotterdam; nel 1971 è entrata in Parlamento con il partito liberale Vvd ed è stata poi ministro dei Trasporti dal 1982 al 1989.</p>
<p><em><img class="aligncenter" src="http://icpressroom.files.wordpress.com/2012/02/adsl.jpg" alt="" width="636" height="732" /></em></p>
<p>Edoardo Segantini <a href="http://www.corriere.it/economia/corriereconomia/12_marzo_26/segantini-europa-agenda-digitale_ffce27cc-7747-11e1-93b9-89336e75ab45.shtml">corrieredellasera</a></p>
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		<title>Il Capitalismo di Stato: Infografica sull&#8217;economia pubblica in Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 10:47:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come, dove, e quanto lo Stato si è incuneato nell&#8217;attività economica. Il peso e i freni della presenza politica nel tessuto imprenditoriale del paese!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Come, dove, e quanto lo Stato si è incuneato nell&#8217;attività economica. Il peso e i freni della presenza politica nel tessuto imprenditoriale del paese!<img class="alignnone" title="Il Capitalismo di Stato" src="http://www.linkiesta.it/sites/default/files/imagecache/scala_940/uploads/articolo/gallery/imprese-pubbliche-new.png" alt="una Infografica per spiegare lo Stato nell'Economia" width="940" height="6436" /></p>
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		<title>Il Mix di Agevolazioni per Aiutare i Giovani</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 08:45:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un mix di agevolazioni tutt&#8217;altro che trascurabile. È questo il quadro che emerge dal possibile incrocio fra la norma prevista dal Dl liberalizzazioni a proposito delle società composte da giovani under 35 e alcune misure di aiuto comprese nel pacchetto agevolazioni gestite da Invitalia, a cui si aggiungono diversi provvedimenti regionali destinati ai giovani imprenditori. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="incentivare la crescita" src="http://cdn.blogosfere.it/economicamente/images/startup69-thumb.jpg" alt="" width="400" height="256" /></p>
<p>Un mix di agevolazioni tutt&#8217;altro che trascurabile. È questo il quadro che emerge dal possibile incrocio fra la norma prevista dal Dl liberalizzazioni a proposito delle società composte da giovani under 35 e alcune misure di aiuto comprese nel pacchetto agevolazioni gestite da Invitalia, a cui si aggiungono diversi provvedimenti regionali destinati ai giovani imprenditori.</p>
<p>La norma varata dall&#8217;esecutivo premia, è bene ricordarlo, le società a responsabilità limitata di tipo &#8220;semplificato&#8221;, costituite da persone fisiche che non abbiano compiuto i trentacinque anni di età alla data della costituzione. La costituzione si intende semplificata in quanto l&#8217;ammontare del capitale sociale può essere anche solo di 1 euro ed è, inoltre, completamente esente da bolli e oneri notarili. A ben vedere, il requisito anagrafico richiesto dalla norma in questione coincide perfettamente con quello stabilito dagli aiuti per l&#8217;imprenditorialità giovanile.</p>
<p>Le misure gestite dall&#8217;Agenzia nazionale per l&#8217;attrazione degli investimenti e lo sviluppo d&#8217;impresa (Invitalia) rappresentano, attualmente, i principali strumenti finanziari operativi a sostegno di iniziative imprenditoriali intraprese da giovani e da soggetti in cerca di occupazione. Le misure sono particolarmente apprezzate dai potenziali destinatari, come dimostrano anche i dati rilevati dalla stessa Invitalia.</p>
<p>Le agevolazioni per l&#8217;autoimprenditorialità, in particolare, sono rappresentate dalle misure a sostegno delle nuove iniziative e degli ampliamenti nel settore della produzione di beni e servizi alle imprese, dell&#8217;erogazione dei servizi in svariati comparti, nel settore agricolo e a favore delle cooperative sociali di tipo b (in cui le persone svantaggiate rappresentano il 30% dei lavoratori soci).</p>
<p>A beneficiare degli incentivi sono le nuove imprese di piccola dimensione costituite sotto forma di società, comprese le cooperative, composte in maggioranza sia numerica che di capitali da giovani di età tra i 18 e i 35 anni. Le agevolazioni si concretizzano in un finanziamento per l&#8217;investimento affiancato da contributi per la gestione, per la formazione o assistenza tecnica. A fronte del progetto di investimento proposto, un&#8217;impresa giovane potrà contare su mix di aiuti, contributo a fondo perduto e mutuo a tasso agevolato, che arriva a coprire l&#8217;80-90% della spesa complessiva per le iniziative localizzate nelle regioni Meridionali e il 60-70% per quelle del Centro-Nord.</p>
<p>Modalità di intervento simili sono previste dalle iniziative messe in atto dalle Regioni (di cui nella tabella accanto si riportano alcuni esempi). I beneficiari, che oltre a imprese individuali possono essere anche società e cooperative, possono arrivare a coprire la totalità dell&#8217;investimento grazie ad aiuti a fondo perduto o finanziamenti a tasso agevolato. La soglia massima di età in genere è fissata a 35 anni, ma in Toscana, per esempio, si sale fino a 40 anni.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-655" title="tabella degli aiuti a disposizione" src="http://www.emdeaconsulting.com/wp-content/uploads/2012/04/aiuti-disposizione.jpg" alt="" width="639" height="679" /><br />
Alessandro e Amedeo Sacrestano <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2012-03-29/agevolazioni-favorire-giovani-224821.shtml?uuid=AblLG8FF" target="_blank">il sole 24 ore</a></p>
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		<title>E’ targato Italiacamp il placement di idee per il Governo Monti</title>
		<link>http://www.emdeaconsulting.com/e%e2%80%99-targato-italiacamp-il-placement-di-idee-per-il-governo-monti/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 08:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Il Sottosegretario Catricalà lancia a Palazzo Chigi il primo Centro di idee per lo sviluppo del Paese con l&#8217;obiettivo di ridurre le distanze tra domanda e offerta di innovazione. E&#8217; stato presentato ieri, nella Sala Stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il primo Centro di Idee per lo Sviluppo del Paese, in collaborazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<table width="100%" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
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<p align="justify"><em>Il Sottosegretario Catricalà lancia a Palazzo Chigi il primo Centro di idee per lo sviluppo del Paese con l&#8217;obiettivo di ridurre le distanze tra domanda e offerta di innovazione.</em></p>
<p align="justify">E&#8217; stato presentato ieri, nella Sala Stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il primo Centro di Idee per lo Sviluppo del Paese, in collaborazione con più di 60 Università e centri di ricerca nazionali e internazionali. Promosso dall&#8217;Associazione ItaliaCamp, di cui il Sottosegretario Antonio Catricalà è Presidente Onorario, il Placement punta sull&#8217;innovazione sociale per costruire un ponte tra quanti hanno bisogno di rinnovarsi e chi, invece, è pronto ad innovare. “La rivoluzione dello sguardo di ItaliaCamp – come l&#8217;ha definita il poco più che trentenne Presidente dell&#8217;Associazione ItaliaCamp Fabrizio Sammarco – esprime l&#8217;esigenza avvertita dal gruppo promotore di restituire valore al nostro tempo guardando in modo diverso il futuro delle cose attraverso un dialogo strutturato tra aziende, Istituzioni, Enti locali e Università per alimentare un nuovo processo di crescita del Paese&#8221;.</p>
<p align="justify">Per favorire questa connessione, da oggi sul portale <a href="http://www.italiacamp.it/">www.italiacamp.it</a> sarà possibile caricare i propri progetti e lanciare “call for idea&#8221;, chiamate di innovazione in grado di intercettare le esigenze del mercato. Le idee, trasversali a numerose aree di interesse, &#8211; impresa e lavoro; politica, istituzioni e pubbliche amministrazioni; ambiente ed energia; infrastrutture; economia e finanza; ricerca e scienza; tecnologia; cultura e sociale – saranno presentate nella seconda edizione del Concorso “La tua idea per il Paese&#8221; che, partendo dalle Regioni del Sud, coinvolgerà quindi il Centro e il Nord Italia.</p>
<p>Il Sottosegretario Antonio Catricalà, anche Presidente Onorario di ItaliaCamp, si è detto “particolarmente contento di poter annunciare che sarà Catanzaro ad ospitare il prossimo 30 giugno ‘Gli Stati Generali del Mezzogiorno d&#8217;Europa&#8217;, un grande BarCamp che vedrà protagoniste le Regioni del Sud in una sana competizione per favorire l&#8217;emersione di nuove progettualità legate ai propri territori di provenienza&#8221;.</p>
<p align="justify">Il BarCamp territoriale coinvolgerà direttamente la società civile delle sette regioni del Meridione &#8211; Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia &#8211; e le migliori idee saranno sottoposte all&#8217;attenzione degli stakeholder regionali per favorirne la realizzazione ed inserirle così all&#8217;interno dell&#8217;idea programma per il Sud, da sottoporre al Governo Monti.</p>
<p align="justify">L&#8217;evento è stato anche l&#8217;occasione per presentare la neonata Fondazione ItaliaCamp e le attività in programma quest&#8217;anno. “Per ridurre le distanze tra domanda e offerta di innovazione – ha affermato Pier Luigi Celli, Presidente della Fondazione ItaliaCamp e Direttore Generale della LUISS Guido Carli – è stato anche creato il primo Centro di Ricerca Internazionale per l&#8217;Innovazione Sociale, un punto di incontro, di interazione culturale e di sviluppo delle migliori creatività&#8221;.</p>
<p align="justify">Promosso da ItaliaCamp all&#8217;interno del Dipartimento di Impresa e Management della facoltà di Economia della LUISS Guido Carli e supportato da Fondazione Roma, il Centro di Ricerca sarà alimentato dai contributi scientifici delle Università partner ItaliaCamp, al fine di redigere il primo Rapporto sull&#8217;Innovazione Sociale per studiare e anticipare le tendenze dell&#8217;innovazione nel Paese anche in un&#8217;ottica internazionale.</p>
<p align="justify">Gianni Letta, Presidente Onorario della Fondazione ItaliaCamp, ha così commentato il Piano delle attività 2012: “La Fondazione deve diventare il luogo di incontro istituzionale di tutte le forze ed i soggetti che sino a questo momento hanno sostenuto con convinzione il progetto, con la speranza che, come oggi avviene, se ne aggiungano altri. Sarà compito della Fondazione, dunque, promuovere e sostenere progetti di innovazione per l&#8217;Italia in una logica sinergica di partecipazione attiva alla ricerca del bene comune.</p>
<p align="justify">ItaliaCamp ha realizzato un nuovo modello di partecipazione che propone alle istituzioni idee per sostenere la crescita del Paese e un nuovo modello di sviluppo. Compete in primo luogo a chi oggi ha l&#8217;onere e l&#8217;onore di compiere scelte importanti per l&#8217;Italia saper aprire una porta al cambiamento, stringendo quel necessario “patto&#8221; tra chi ha delle responsabilità nei settori vitali del Paese e chi, a cominciare dalle giovani generazioni, deve essere chiamato ad offrire il proprio positivo contributo al futuro dell&#8217;Italia.</p>
<p align="justify">La prima delle 10 idee &#8211; vincitrici della prima edizione del Concorso “La tua idea per il Paese&#8221; &#8211; è già una realtà operativa in Italia: “Srl per tutti&#8221; è infatti diventata una norma di legge già approvata dal Parlamento, la Srl Semplificata&#8221;. All&#8217;evento hanno preso parte anche i componenti del Comitato d&#8217;indirizzo della Fondazione ItaliaCamp: Domenico Braccialarghe, Responsabile HR Ferrovie dello Stato, Carlo Cimbri, AD Gruppo Unipol, Augusto Fantozzi, Presidente Sisal, Antonio Mastrapasqua, Presidente INPS, Antonello Perricone, AD RCS MediaGroup, Massimo Sarmi, AD Poste Italiane, Francesco Starace, AD Enel Green Power.</p>
<p>Gaia Marcorelli</p>
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<p>fonte: <a href="http://www.brindisisera.it/news_dettaglio.asp?id_articolo=13710">brindisisera</a></td>
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